Come possono cambiare le giornate da un secondo all'altro.Nella mia infinità ingenuità trovo ancora il modo di sorprendermi .
Fino a pochi minuti fa avevo mille idee in mente ma non riuscivo a scrivere un rigo decente, sarà per via dell'aria pugliese che dopo mesi torno a respirare, vai a saperlo. (segue.....)
Decido così di riprendere in mano il foglio con i dati riepilogativi dello scrutinio di lunedì 7 maggio 2012.
L'obbiettivo era cercare di capire come i santenesi abbiano espresso il loro voto osservando i dati suddivisi sezione per sezione, da sempre chiaro indicatore di voto di ogni singola borgata di Santena.
E' pacifico a tutti che ogni partito o candidato ritiene, sulla base di propri dati o supposizioni, di essere più forte in una zona piuttosto che in un'altra.
All'improvviso una serie di dati ha tuttavia attirato la mia attenzione, partendo da quello delle preferenze sul singolo candidato.
77 erano i candidati che le 5 liste presentavano al giudizio del cittadino.
Un dato non eccessivo per una città come Santena che conta 8.622 aventi diritto al voto.
Forse nessuno ci avrà fatto caso in questi giorni, vuoi da un lato l'emozione per chi ha vinto, la gioia per un risultato inaspettato per alcuni, la tremenda e bruciante sconfitta per altri ancora ma il dato è lì bello in evidenza e vi spiego quale, cercando di spiegarlo al meglio.
L'ufficio elettorale di Santena ha comunicato come su 6.053 persone che hanno espresso il loro voto il 6-7 maggio 2012, 5.805 sono stati i voti conteggiati validi.
Questi 5 mila e passa voti si sono poi distribuiti tra le 5 liste in lizza, decretando quale vincitore la lista "Essere Santena" guidata da Ugo Baldi.
Voi immaginerete che 5.805 voti validi corrisponderanno, nella quasi totalità, ad altrettanti voti di preferenza verso i candidati delle liste, invece no.
Il dato eclatante e che deve seriamente far riflettere è che di quei 5805 voti validi, solo 3.512 sono stati espressione di preferenza verso questo o quel candidato.
Ben 2.293 voti sono finiti alla sola lista di riferimento, senza quindi l'indicazione di un solo candidato in lista, il che vuol dire che una buona percentuale di voti non sono stati assegnati, dai cittadini di Santena, ad alcun candidato.
Segno che una considerevole fetta di cittadini, all'interno delle urne, al riparo da occhi indiscreti, nel suo brevissimo momento di intimità, ha ritenuto di non voler riporre la sua fiducia in nessuno dei candidati degli schieramenti, preferendo limitarsi alla sola indicazione della lista di riferimento.
Alcuni potranno obbiettare questo dato, indicando quella mancata espressione come un riferimento tacito alla preferenza verso la persona capolista.
Dubito sia racchiuso lì il vero significato di questo dato che, personalmente, reputo importantissimo e del quale la politica santenese, di ogni schieramento, deve prenderne atto ragionandoci su in maniera approfondita.
Candidati non ritenuti degni di fiducia o alto si cela dietro questi numeri?
La prova è in questi dati, fonte dell'ufficio elettorale di Santena.(scusate la pochezza dello schema presentato)
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Lista Totale voti Totale preferenze Scarto
Essere Santena 2778 1961 817
Movimento 5 Stelle 1214 371 843
Noi X Santena 936 617 319
Santena Futura Trimboli 772 534 238
Pensionati e Invalidi 105 29 76
Totali 5805 3512 2293
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QUALCUNO HA FATTO CASO AL DATO DELLE PREFERENZE ESPRESSE?
ciao, c'è un errore... lo scarto della lista Noi x santena è di 319. Comunque anche il sito lenostrecampane.com fa una comparazione del genere.
RispondiEliminaCiao, grazie per averlo segnalato......errore di sottrazione purtroppo.
RispondiEliminaNon avevo fatto che anche il sito lenostrecampane.com effettuava la stessa analisi, vado a dare un'occhiata.
Non condivido molto l’analisi fatta dall’inguaribile sognatore (mi sorge un dubbio; ho controllato: mi sembra che l’apostrofo qui sia corretta ;-D).
RispondiEliminaE’ normale che una buona parte dei voti sia espressa senza indicazione di preferenza, anzi nel caso delle elezioni comunali la percentuale è già particolarmente elevata sia perché i candidati sono maggiormente conosciuti per ragioni di vicinanza, sia perché gli stessi candidati locali vanno a caccia della preferenza personale per strappare voti alle liste concorrenti ed anche per la personale affermazione rispetto ai colleghi di lista.
Tradizionalmente è anche normale che l’elettorato di sinistra sia meno propenso ad utilizzare la preferenza rispetto all’equivalente di centrodestra. Nel primo caso si condivide genericamente l’appartenenza, nel secondo viene cercata e viene riconosciuta l’affermazione personale.
Nel nostro caso questo è dimostrato dallo scarso numero di preferenze registrate dai candidati del PD all’interno della lista ESSERE SANTENA, con la clamorosa esclusione di Bordin, e dalla bassa percentuale del M5S che privilegiava i messaggi del Movimento rispetto ai rapporti di primazia tra propri candidati.
Peraltro è evidente che in ESSERE SANTENA, tolti gli outsider Ghio, Romano, Siciliano ed,in parte, Mastrogiovanni, è evidente che i successivi 5 candidati eletti, molto simili tra di loro, hanno fatto gruppo e si sono equamente riparti le preferenze di uno stesso bacino elettorale in misura paritetica, a scapito dei due ultimi eletti, “diversi” da loro, e dei restanti cinque non eletti.
Mi spiace, quindi, dover intaccare un’altra visione poetica dell’inguaribile sognatore ma nella pratica nostrana lo strumento della preferenza è altra cosa rispetto alla purezza del buon cittadino che si reca alle urne e sceglie il miglior candidato per il governo della Città. Sull’argomento ci potrebbe intrattenere per almeno un’intera serata l’esimio professor Cosimo Curiale che in materia si è conquistato una cattedra di libera docenza nel corso di un cinquantennio. Ed i suoi assistenti a quella cattedra, in Città, sono parecchi.
Il “porcellum” ci ha completamente privato della facoltà di scegliere tra i candidati, facendo una cosa pessima, ma non esageriamo in sentimentalismo nostalgico idealizzando la preferenza perché spesso è uno strumento distorcente ed, in passato, si è rivelato essere fonte di corruzioni di ogni tipo.
La via maestra risiede nella testa e nella coscienza civica dei cittadini ma , per poterla percorre fino in fondo ed in linea retta, ci vorrà tempo. Molto tempo.
Nel frattempo la linea della palma, che Sciascia negli anni ’60 aveva visto spostarsi progressivamente da Palermo a Roma, avanza inesorabilmente in direzione Polo Nord.
Domenico Galizio
PS - Vorrei postare il mio contributo con il nome ma la finestra mi concede solo l'opzione anonimo. E' solo un problema mio?
fai scorrere la finestra "selzione profilo" a meta' pagina, seleziona nome/url e digiti il nome, poi continui e pubblichi, senno potrebbe essere un problema di browser, prova con firefox o chrome
EliminaGrazie per il chiarimento, prima lo facevo dopo aver digitato il testo e non mi consentiva la scrittura del nome. Ora ho visto che se inserisco prima il nome e poi digito, me lo consente.
EliminaGrazie Luigi.
RispondiEliminaDomenico, se il problema persiste avvisami che provo a dare un'occhiata approfondita e grazie per la tua riflessione.
Da sempre ritenevo, a torto mi pare di capire, che chi si recava alle urne ed esprimeva il proprio voto al simbolo lo esprimeva gioco forza anche al candidato.
Questo perchè, soprattutto per quanto riguarda le elezioni comunali, si dovrebbe esprimere il candidato che si ritiene possa dare quel valore aggiunto alla propria città.
A mio parere 2293 hanno perso l'occasione di poter dare il proprio contributo, di poter esprimere la loro preferenza, il loro candidato.
Che senso ha votare solo un simbolo quando poi la città sarà amministrata da persone in carne e ossa?
Dubbi che credo resteranno tali.
Nonostante tutto non mi stancherò mai di credere in un futuro migliore, restando un (') inguaribile sognatore....con o senza apostrofo che sia.
per me la non espressione della preferenza non e' tutto sommato una cosa negativa... sul movimento a 5 stelle ho sentito ad un "comizio" il candidato portavoce che invitava a sbarrare solo il simbolo perche' uno vale l'altro ma non come accezione negativa, inoltre si sconsiglia di fare i classici santini per non sprecare carta e soldi, per gli altri partiti suppongo che si dia la preferenza se conosci il candidato senno voti il simbolo che credi piu' vicino alle tue idee, saranno quelli che mettono la preferenza a decidere in che ordine si classificheranno e quindi saranno eletti a consigliere
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